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Freezing Ski Trip

Partiamo dall’evento piu’ lontano di questi 2 lunghi mesi. Ho passato 4 giorni, dal 17 al 21 gennaio, in un residence completamente immerso in natura e neve per dedicarmi a sciate sfrenate da mattino a sera e non solo.

Io e la mia wonderful host sis Kara, giovedi 17, usciamo prima da scuola per finire di ragruppare le ultime cose ed aspettare che la famiglia McDonald (sono i migliori amici della mia mamma ospitante ed anche se dal nome non sembra sono di origine italiana) ci venisse a prendere per intraprendere un viaggio di 4 ore verso destinazione Gaylord. Di queste 4 ore negli ultimi 20 minuti ero riuscita a vedere arrotondamenti della strada, tipo collinette, e a 10 minuti dall’arrivo ho ingenuamente chiesto dove erano le “montagne” facendo scoppiare tutti i presenti in grasse risate.
-Ma quali montagne?? Siamo fortunati se troviamo baby hills- dice lui, il papa’ Tim.
-Accidenti- dico io nella mente.

Mi aspettavo davvero il peggio ma poi mi sono dovuta ricredere. Siamo arrivati per le 17 e tempo di posare le valige che Tim aveva gia’ incominciato a dire a tutti di sbrigarsi e cambiarsi che si doveva andare a sciare. I ritmi dell’intero weekend non sono stati tanto diversi: molto scattanti e dinamici quasi allo stress. Comunque per le ore 18 eravamo tutti in pista a goderci la tranquillita’ delle piste di sera per un paio d’ore. Sono rimasta sorpresa che nonostante fosse una specie di collina, con 5 o 6 piste non molto impegnative, fosse comunque ben fatta e anche abbastanza divertente dopo che avevo capito dove andare a cercare mezze fuori piste, le due piste targate “nere” e l’half pipe. Risultato: mi sono stradivertita grazie anche alla buona compagnia.


Per quanto riguarda la vita nel residence c’e’ da dire solo una parola: relax. A completa disposizione 24 ore su 24: televisione con 1000 canali, palestra, piscina e jacuzzi al coperto ed all’esterno, sauna e bagno turco. Ovviamente ho testato tutto personalmente per tutti i giorni della permanenza, grandioso!
Il secondo giorno ho avuto un problema abbastanza serio dovuto al freddo. Quella mattina c’era la bellezza di -35˚C con vento. Dopo avere fatto due sole discese ho cominciato a sentire le mie mani pulsare come se fossero pronte ad esplodere e completamente congelate tanto che ho dovuto fermarmi ed entrare nel ristorante a bordo pista per chiedere cosa potevo fare. Sono entrata tipo impanicata chiedendo balbettando, con un pesante accento italiano, cosa avrei dovuto fare mentre la cameriera mi faceva sedere. Appena tranquillizzata un secondo mi hanno avvertito che la croce rossa stava arrivando e mi avrebbero spiegato loro cosa fare. Arrivati mi hanno dato degli hands warmer (bustine autoriscaldanti al contatto con l’aria) da mettere nei guanti e mi avevano detto anche che sarei dovuta tornare nel residence ad aspettare che il colore delle mie mani tornasse normale (si perche’ nel frattempo era diventato violaceo) ma appena visto che era sul rossastro sono tornata sulle piste. Ho smesso di sciare dopo altre 3 discese e sono andata all’hotel a dedicarmi all’idromassaggio. Per i giorni a seguire ogni mezz’oretta sulle piste dovevo fare una fermata nella Warm Haus (posto apposta a bordo pista) a riscaldarmi e recuperare la circolazione in mani e piedi.
Questo viaggio e’ stato anche pieno di nuove esperienze culturali.
Ho fatto tubing cioe’ andare giu’ per un ripido lato della collina con la ciambella. Si poteva scegliere di andare giu’ da soli o con un gruppo, ma sicuramente in gruppo era piu’ divertente.
Sono andata a mangiare messicano durante la terza sera per fare qualcosa diverso tutti insieme e non restare nel residence. Devo dire che non mi e’ dispiaciuto affatto considerando che non mangio piccante.
L’ultima colazione, lunedi mattina, siamo andati a farla in un bar irlandese dopo che avevamo gia’ lasciato il residence. Ho provato una cosa che fino ad adesso mi ero accuratatamente preoccupata di evitare: la colazione salata. Omelet pomodoro, mozzarella e prosciutto cotto, patate e un bicchiere di latte. Evitando di prendere salsiccia e verdure che alle 10 del mattino proprio non le reggo, l’abbinamento omelet e patate non e’ stato male anche se per la mattina continuo a preferire qualcosa di dolce e leggero.
Poi, altre 4 ore di macchina per tornare a casa ed un mese e mezzo per raccontarvelo.



  • MENO TRENTACINQUE GRADI?!? o_0

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