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Parisian Neighborhoods: “Le Marais”

Here it is the first post about the Parisian neighborhoods!
I decided to begin from the Marais because it’s the first neighborhood where I lived in 
-just a couple of days- and because it’s from here that I began my city exploration.
I’d like to say that I know perfectly how to turn around and look awesome to your eyes but it would be a huge lie; indeed to tell you something more I did research on the web and on the spot.
This is what came out.
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Ecco finalmente il primo post sui quartieri parigini!
Ho deciso di iniziare con il Marais perché è il primo quartiere nella quale ho abitato 
-anche se per pochi giorni- ed è da qui che ho cominciato l’esplorazione della città.
Mi piacerebbe molto farmi la figa e dire che ho capito perfettamente come orientarmi in ogni angolo della città ma sarebbe una balla di proporzioni epiche, tant’è vero che per capire e raccontarvi qualcosa di più su questo quartiere ho fatto delle ricerche sul web e ho fatto una perlustrazione sul luogo vagando a caso per le viette.
Questo è quello che n’è venuto fuori.


For sure this is one of my favorite neighborhoods -even if it’s a tourist center-.
It has that kind of atmosphere you expect from Paris: those little romantic streets with the porphyry, flowerpots full of flowers hanging by the balconies, art and antique shops, smell of pastry and coffee coming from the Café those with the small tables also outside in the winter.

-from here on it’s all about random curiosities, I warn you!-

The Marais is full of history -Templates chose this area for their «Maison du Temple» during the Middle Ages, Mozart when he was 10 years old he was asked to play the harpsichord here and Louis XVI and Marie Antoniette were imprisoned during the Revolution- but today there’s not much left.
Headquarter of “Bobo”, today it’s really appreciated by the Italians and it’s the fulcrum of the gay community, one of the best known in the world.
It goes from the Hotel de Ville to Bastille square, wide the third and the fourth arrondissement. Here, more than wherever, you can find 3 things: art, vintage shops and good food. It’s very easy to face in small bazaar and to get lost in other times.
I also found lots of bars and restaurants very nice and particular but very expensive out of Happy Hour.
The Marais is also well-known to the art experts. It hosts the Picasso museum, the Carnavalet and the modern art museum -situated in the famous Centre Pompidou-.

Done, the tourist documentary addicted moment is finished.
If you survived, there are still a couple of things you should know.

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Tra tutti è sicuramente uno dei miei quartieri preferiti -nonostante sia super turistico-.
Ha quella tipica atmosfera che ti aspetti di trovare a Parigi, quei vialetti e quelle stradine un po’ romantiche in porfido, i vasi in terracotta pieni di fiori appesi ai balconi, i negozietti d’arte e d’antiquariato, il profumo di patisserie e caffè che proviene dai Café, quelli che anche con il freddo hanno i tavolini fuori.

-da qui in poi è un polpettone di nozioni a caso, io vi ho avvisato!-
Il Marais racchiude in sè un sacco di storia –i Templari scelsero questa zona per la loro «Maison du Temple» durante il Medioevo, Mozart a 10 anni fu invitato qui a suonare il clavicembalo e qui vennero imprigionati Luigi XVI e Maria Antonietta durante la Rivoluzione- anche se però oggi non c’è più traccia del suo passato.
Ex quartier generale dei “Bobo”, oggi è molto amato dagli italiani ed è il fulcro della comunità gay, di cui è fiore all’occhiello nel mondo.
Si estende dall’Hotel de Ville a piazza della Bastille, coprendo più o meno tutto il 3°e il 4° arrondissementQui, più che in ogni altro posto, si possono trovare 3 cose che fanno bene allo spirito e al corpo: arte, negozi di abbigliamento vintage e del buon cibo. 
E’ facilissimo quindi imbattersi in piccoli bazar di antiquariato, d’arte, d’abbigliamento o di oggetti di seconda mano e perdersi tra rarità di altri tempi.
Girando in lungo e in largo ho trovato anche un sacco di bar e di ristorantini carini ed originali che purtroppo però sono cari come il fuoco al di fuori dell’Happy Hour.
Il Marais è anche molto famoso per chi soprattutto si sfama di arte; infatti, ospita il museo di Picasso, il Carnavalet e il museo di arte contemporanea -che si trova all’interno del famoso Centre Pompidou-.

Bene, momento da turista drogato di documentari finito. 
Se siete sopravvissuti, ci sono ancora un altro paio di cose da sapere.

While I was wandering lost and cold -there were 4 degrees that day- looking for a nice place where I could drink something warm I met the Miroglio Caffé, a Turinese café!
W-H-A-T  A  P-L-A-S-U-R-E
If I was looking for it I probably couldn’t find it. In a day where homesickness was just around the corner, I could drink a real Italian coffee that I was dreaming since the day I left Italy.
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Mentre vagavo spersa e infreddolita -c’erano tipo 4°C quel giorno- alla ricerca di un posticino carino dove prendere qualcosa di caldo mi imbatto nel Miroglio Caffé
un caffé torinese!
C-H-E  G-I-O-I-A
Se l’avessi cercato non l’avrei mai trovato e, invece, in una giornata dove la nostalgia era dietro l’angolo, ho avuto il piacere di bere un vero caffé Vergnano macchiato uno di quelli che mi sognavo da più di un mese.

In a past post I already talked about Parisiens but every neighborhood has its own stereotypes and haunters.
‘Odd’ and ‘flashy’ are the best adjectives you can use for a description.
The age range is flexible but I may say that there is lot of youth -oh my, I talk like my grama-, not only by chance it’s full of nightlife almost everyday.
Except Monday. Monday is dead also here. Well, you say to yourself <<I move to Paris, I won’t stay even one night home>> and then, you stay home on Monday and not only. Because it’s kind of quiet the beginning of the week and because you have to be Scrooge McDuck’s son to go out every night.
Anyway, in the Marais there is a lot of life for all tastes: fashionable, hipster and highbrow events. If you are like me, just curious like a chimpanzee go everywhere listening to people who know better things. 
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In un post precedente avevo già parlato dei parigini in generale ma ovviamente ogni quartiere ha i suoi stereotipi e il “frequentatore di quartiere” tipo.
‘Eccentrico’ e ‘appariscente’ sono due aggettivi che ben si adattano ad una possibile descrizione. L’età varia ma direi che c’è molta gioventù -mamma mia parlo come fossi mia nonna-, non a caso è piena di vita notturna più o meno tutte le sere della settimana.
Tranne il lunedì. Il lunedì è morto anche qua. Ebbene sì, ti dici <<Vado a vivere a Parigi, non starò una sera a casa>> ed invece no, stai a casa il lunedì ma non solo. Un po’ perché i primi giorni della settimana tutti se ne stanno abbastanza quieti, un po’ perché per uscire tutte le sere devi essere figlio di Paperon de Paperoni.
Comunque, nel Marais di vita ce n’è e non poca. Per tutti i gusti: eventi CHICchettosi per la Parigi bene, eventi alternative per gli hipster più radical, eventi culturali per chi ha un’impronta più intellettuale. Oppure se siete come me, senza arte né parte ma curiosi come uno scimpazé Pan Troglodytes, saltellate come cavallette da una cosa all’altra ascoltando chi ne sa di più -magari è pure la volta buona che imparo qualcosa-.

Have you visited the Marais? What you think about it?
If you have any question, please feel free to contact me at
info.livinabroad@gmail.com
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  • Bellissime le foto! Ottima la descrizione! Good girl!!

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