ParisInsicurity

Being An Erasmus Student : Insecurity & The City

Thoughts Erasmus year-end.
Riflessioni emotive di fine Erasmus.

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Insicurezza.
Concetto astratto che aleggia su di noi come un’ombra e influisce sulle nostre decisioni.
Stronza!
Rompe le scatole e non si fa vedere ma se c’è tutti se ne accorgono.
Ed è proprio con l’insicurezza che inizia la mia storia qui a Parigi.
Ora sembrerò una di quelle vecchiette che parte da lontano per raccontare qualcosa successo ieri ma la premessa è necessaria.
Cercherò di essere breve. -Seeeee…-
Il 2011 non è un anno di cui vado fiera, ho fatto un sacco di cose controvoglia, ho lasciato che l’insicurezza guidasse le mie scelte e in buona sostanza mi sono lasciata vivere.
Male, molto male.
Nel 2012 riprendo le redini della mia vita in mano ma la strada è in salita.
Decido di partire per Parigi. La vedo come un’opportunità per ritrovarmi, oltre che scolastica e di vita. Peccato però che questa non sia proprio una città accogliente ed i primi mesi sono più d’odio che d’amore.
L’inizio di quest’anno segna l’inizio di un nuovo capitolo e di un grande ritorno, me.
Torno a fare mille progetti, torno ad avere voglia di fare mille cose, trovo lavoro, torno a sognare l’estate, torno a stare bene nel mio corpo ma soprattutto torno a sorridere.
Piano piano Parigi è sempre più bella, sempre più difficile da abbandonare. Proprio ora che avevo l’umore giusto per vivermela e godermela, la devo lasciare. 
E, nel frattempo, sale la paura di affrontare quei problemi lasciati a casa ad aspettare.
No, non così tanto.
C’è tanta voglia di farsi vedere dagli amici, per come si è diventati, per come si è tornati ad essere. 
Belli e ricchi, dentro.
E l’insicurezza?
Beh quella rimane.
Perché ho 23 anni e qualche giorno fa mi sono svegliata e mi sono resa conto che la mia vita era iniziata da tempo, pensa te, manco me n’ero accorta. Va bene così, “tutta esperienza”, dicono. Mi accontento di essere sicura di oggi.
Integrazione.
Eccola puntuale come sempre, dopo 8 mesi arriva.
Ho talmente tante idee che mi viene da piangere per farle uscire dalla testa. Non riesco a concentrarmi su un solo pensiero. 
Sono immobile. 
Immobile in un bar del Mouffetard con una tazza di cappuccino, vuota, ed un taccuino, pieno.
Con quella sensazione di farfalle nello stomaco che ti fa sentire felice e agitato contemporaneamente.
Oggi il sole mi batte in fronte,
 
anche se fuori piove. 
Insicurity.
Abstract concept that hovers over us like a shadow and affects our decisions.
Shit!
It gives us a hard time, you can’t see it but everyone notice it.
My story in Paris begins from here.
Now I’ll look like one of those old ladies but premise is required.
I’ll try to be brief. -it goes without saying-
2011 is not a year I am proud of, I did a lot of things unwillingly and I let insecurity choose for me.
Bad, this is really bad.
In 2012 I got back on track but road was uphill.
I decided to go to Paris. I saw it as an opportunity to find myself, as well as school and life experience. Too bad that this is not exactly a welcoming city and first months I hated it.
The beginning of this year marks the beginning of a new chapter and a great return, me.
I have thousands of projects again, I want to do tones of things again, I work, I dream summer again, I feel good in my body again but especially I smile again.
Slowly Paris is always more beautiful, more and more difficult to leave. Just now that I had the right mood to experience and enjoy it, I have to leave.
And in the meantime, there is a growing fear of facing those problems waiting at home.
No, not so much.
I really want to show myself to my friends, as I’ve become, as I’ve come back to be.
Rich and beautiful, inside.
And the insecurity?
Well, that remains.
Because I’m 23 years old and a few days ago I woke up and I realized that my life had begun since long time. Well done, I didn’t even noticed. That’s okay, “gained experience” they say. I’m happy to be confident at least today.
Integration.
Here it is on time as usual it arrives after 8 months.
I have so many ideas that I would cry to let them out of my head. I can not concentrate on a single thought.
I’m motionless.
Motionless in a café of Mouffetard with a (empty) cup of cappuccino and a (full) notebook.
All this gives me the warm fuzzies.
The sun shines on me today,

even if it’s raining outside. 
 




  • Non sai quanto ti capisco. Anche se per il momento non ho in previsione di tornare a casa e non ho da scontrarmi con i fantasmi del passato, ho tanta insicurezza riguardo al presente…in bocca al lupo e affronta una cosa per volta…andrà tutto bene 😉

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